«Mai visto nulla di simile»: i 42 rigori di Sarnese-Ebolitana valgono il record nazionale
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Provate a chiedere a un qualsiasi tifoso granata un commento sulla partita di domenica contro l'Ebolitana. La risposta, con ogni probabilità, sarà unanime: «Mai visto nulla di simile».
Eh sì, perché a Sarno si è scritta una pagina di storia. Per caso, quasi senza rendersene conto, Sarnese ed Ebolitana sono diventate protagoniste di un record nazionale. Ma riavvolgiamo il nastro.
Un'altalena di emozioni ha tenuto sulle spine i tifosi accorsi al Felice Squitieri. La Sarnese era andata sotto 1-0 nonostante una mole importante di gioco e di occasioni: tre legni, goal divorati, un rigore clamorosamente fallito e una partita che sembrava indirizzata verso il peggiore degli epiloghi. Poi, quando tutto lasciava presagire il peggio, è arrivato al 95' il pareggio di Ciro Foggia: un goal dal profumo di liberazione per tutto l'impianto di via Cannellone. Nessuno, però, poteva immaginare cosa sarebbe successo pochi istanti più tardi.
Il regolamento della competizione prevedeva direttamente i tiri di rigore, senza passare per i tempi supplementari. Dal dischetto è cominciata una sequenza interminabile: 42 tiri totali nella lotteria finale, con esecuzioni praticamente perfette e appena tre errori complessivi. Da una parte Iuliano, dall'altra Puca: per gli estremi difensori una notte da incubo, trascorsa a provare a intuire le traiettorie di avversari che sembravano non voler sbagliare mai. Una sfida psicologica durata un'eternità. E proprio qui è impossibile non pensare a Osvaldo Soriano e al suo meraviglioso romanzo Pensare con i piedi, dove descrive «Il rigore più lungo del mondo»: quello assegnato al Deportivo Belgrano contro la scalcagnata Estrella Polar che, tra caos, polemiche e malore dell'arbitro, viene rinviato di una settimana.
Altra epoca, altro calcio in quel racconto, unito a spruzzi di fantasia qua e là, ma domenica, a Sarno, la realtà ha superato l'epica letteraria: per una sera, il calcio di provincia ha trasformato tutti noi in spettatori della storia.
Alla fine, comunque, l'ha spuntata la Sarnese di mister Schiattarella grazie al rigore decisivo di Odendo. E se è vero che il risultato rischia di prendersi tutta la scena, è altrettanto vero che dalla prima uscita stagionale sono arrivati anche alcuni segnali interessanti, soprattutto nella ripresa, dove i granata hanno lasciato intravedere qualcosa di positivo. Una squadra ancora pensante, che prova a giocare secondo idee precise ma che deve ancora imparare a trasformarle in automatismi. Ed è normale: i meccanismi hanno bisogno di tempo e le gambe devono smaltire i tanti carichi di lavoro fatti durante il ritiro. La prima uscita, del resto, può essere una trappola: ci si può deprimere facilmente per un risultato o una prestazione negativa, oppure illudersi nel caso contrario. In medio stat virtus, dicevano i latini: la verità, come sempre, sta nel mezzo. Bisogna analizzare, studiare, correggere, senza tirare conclusioni e sentenze affrettate. Qualcosa, comunque, è già apparso evidente: la Sarnese dovrà essere meno compassata e scolastica in alcune giocate, soprattutto in mezzo al campo e sugli esterni, dove è mancata un po' di spinta e quella qualità necessaria per accelerare il gioco negli ultimi trenta metri. Ma il tempo per lavorare c'è, in fondo siamo soltanto ad agosto. Per quanto riguarda il mercato, qualche regalino potrebbe arrivare per completare e rinforzare una rosa già di per sé competitiva. E chissà che, alla presentazione della squadra, in programma domenica 30 agosto in Piazza 5 maggio, alle 20.00, il patron Aniello Pappacena non faccia qualche sorpresa ai tifosi: la pista più calda è quella che porta a Domenico Maggio, attaccante in forza alla Scafatese, reduce da due campionati consecutivi di serie D vinti. Per l'ariete classe '90, tra l'altro, si tratterebbe di un gradito ritorno in quel di Sarno, avendo già vestito la casacca della Polisportiva Sarnese nel biennio 2013-2015.
Comunque, tornando al calcio giocato, per i granata non ci sarà nemmeno il tempo di godersi troppo questa serata surreale e storica. Sempre domenica, infatti, ancora al Felice Squitieri arriva la Nocerina di Karel Zeman: un derby dell'agro da dentro o fuori che terrà tutti con il fiato sospeso. Altri 90' per capire qualcosa in più sulla nuova Sarnese targata Schiattarella.

Credits: account facebook Sarnese 1926





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